Tortona

La Basilica Santuario della Madonna della Guardia in Tortona, dal quale parte l’itinerario ai luoghi di San Luigi Orione, è il centro e il cuore della sua istituzione “La Piccola Opera della Divina Provvidenza”,

  • perché è il maggior tempio da lui costruito in onore della “Madre di Dio”, popolarmente onorata sotto il titolo di “Madonna della Guardia”;
  • perché custodisce l’urna del Santo Fondatore, dei primi suoi collaboratori e di altri confratelli benemeriti per opere compiute e venerati per virtù;
  • perché si celebrano le manifestazioni religiose più importanti dell’Opera – partenze dei Missionari, assemblee del clero, incontri di studio -  che culminano con le celebrazioni diocesane di fine agosto in onore della Madonna della Guardia.

Ideato il 29 agosto 1918 come voto cittadino alla Vergine Santissima per la cessazione della prima guerra mondiale, il Santuario fu iniziato il 16 aprile 1928 e inaugurato il 29 agosto 1931 quale omaggio alla madre di Dio nel XV Centenario del Concilio di Efeso. In quei tre anni della costruzione si fecero “facchini e manovali della Madonna” i chierici e sacerdoti dell’Opera.

Architetto è Mons. Spirito Maria Chiappetta, ideatore di molte Chiese per incarico della Santa Sede.

L’interno del Santuario, armonioso e spoglio di adornamenti superflui, focalizza lo sguardo del visitatore sulla “cappella delle grazie” dominata dalla grande Statua della Madonna Santissima della Guardia.

In stile gotico – lombardo, presenta marmoree colonne monolitiche, lanciate a sostegno delle volte a crociera, arditamente disposte in giuochi pieni di suggestione, mentre le finestrelle lanceate creano una mistica atmosfera.

La venerata immagine della Madonna della Guardia, alta m. 2.90, qui posta da Don Orione il 25 agosto 1932, raffigura l’apparizione della Vergine all’umile pastore Benedetto Pareto avvenuta il 29 agosto 1490 sul Monte Figogna, sopra Genova. Sui lati esterni dell’altare maggiore si snodano due scale, fiancheggiate da moltissimi ex – voto, che portano al Tempietto dove è custodita la Statua della Madonna.

La cripta. Due scale di granito ( all’altezza della terza colonna) conducono nella Cripta del Santuario, dedicata alla Vergine Santissima Addolorata e al suffragio dei caduti della grande guerra e di tutti i defunti. Notevole per gli archi a volta e la sua ampiezza, la cripta raccoglie la tomba che per quarant’anni custodì le spoglie di Don Orione (4) e le tombe del venerabile Don Sterpi, del Servo di Dio Don Goggi e di altri Figli della Divina Provvidenza; la riproduzione in bronzo del “Don Orione morente” di Arrigo Minerbi, una serie di quadri della vita di Don Orione, altre reliquie dei Servi di Dio dell’Opera.

Monumentale Torre della Madonna, alta m. 74 (m. 60 di basamento em. 14 la statua), innalzata dal 1955 al 1959, a compimento di una idea lanciata da Don Orione nel dicembre 1930, quando fece la famosa questua delle “pentole rotte”.

Benedetta di persona, il 28 agosto 1958, dal Patriarca di Venezia, Card. Angelo Roncalli futuro Papa Giovanni XXIII, la statua venne issata sulla torre il 27 agosto 1959. Si può salire sulla torre fino ai piedi della statua della Madonna sia con comode scale e sia con ascensori.

Vecchia chiesetta dedicata alla Madonna e a San Bernardino da Siena: faceva parte dell’antico Santuario, costruito nel 1607 sul luogo dove già nel 1000 sorgeva una piccola Chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie. Dopo la prima guerra mondiale (1915 – 1918), Don Orione iniziò qui il suo fervido apostolato per diffondere la devozione alla Madonna e qui formulò il voto di erigere un grandioso Santuario a Lei dedicato.

Accanto alla Basilica si trova il Centro Mater Dei che ospita pellegrini e devoti della Madonna e di San Luigi Orione, gruppi di preghiera e di studio offrendo la possibilità di convegni e ritiri. In moderni saloni è allestito il Museo Orinino, che attraverso foto e cimeli ripercorre le principali tappe della storia di Don Orione e delle Opere Orionine.

A sinistra, uscendo dal Santuario, si trova la Casetta – ora Casa Madre delle Suore di Don Orione – dove Don Orione, nell’ottobre 1893, iniziò il suo primo Collegetto San Luigi.

La statuetta del Sacro Cuore, ivi collocata da Don Orione, ricorda che, in quel punto, egli ancor giovane chierico, vide il sacro cuore e ne udì le parole «Di qui uscirà la mia misericordia e la mia gloria».

Sulla destra, invece, sorge il Piccolo Cottolengo, affidato alle Piccole Suore Missionarie della Carità, le religiose orionine. Ospita una quarantina di bambini portatori di handicap. E' per la città uno dei più significativi esempi dello spirito orinino.

Dal rione San Bernardino, proseguendo verso la città, si passa il ponte sul torrente Ossona. Qui Don Orione incontrò Angelina Poggi dalla quale ebbe le “provvidenziali 400 lire” che servirono per pagare l’affitto della prima casetta dell’Opera, poco prima pattuito con Pasquale Stassano.

Oltrepassato l’Ospedale civile, ci si inoltra nella via Emilia: di fronte ai portici Frascaroli, sulla destra della Chiesa di San Michele, si trova la Casa della Divina Provvidenza, “Casa Madre” dell’Opera di Don Orione. Qui egli visse fin dal 1905, di qui governò la sua Istituzione irradiando ovunque il suo messaggio di bontà e carità.

Attraverso il corridoio aperto del primo piano, fiancheggiato dal “Museo dei ricordi”, si accede alla Cappella della Casa Madre, dominata dalla miracolosa Immagine della Madonna della Divina Provvidenza, Patrona dell’Opera. Davanti ad essa si succedettero per lunghi anni schiere di chierici, aspiranti, missionari, eremiti, sacerdoti. Qui Don Orione era solito celebrare e rivolgere la sua appassionata parola. Qui diede l’ultima “buona notte”, l’8 marzo 1940, prima di recarsi a San Remo, dove improvvisamente morì la sera del 12 marzo.

Accanto alla Cappella si apre il corridoio che immette nelle due Camerette di Don Orione: nella prima stette dal 1921 al 1931; nella seconda dal 1931 alla morte (1940). Esse conservano tuttora la loro caratteristica di povertà, semplicità, con gli oggetti usati dal santo e le immagini sacre o i documenti che gli erano cari.

Usciti dalla Casa Madre dell’Opera, continuando a destra sulla via Emilia, a duecento metri si incontra la piazza del Duomo di Tortona e (alla destra di chi lo guarda) il Palazzo Vescovile. Prima la Cattedrale sorgeva sulla vetta del Colle del Castello, costruita dal vescovo Sant’ Innocenzo nel secolo IV. Nell’interno sono custodite le tombe dei più recenti Vescovi Tortonesi e quelle dei fratelli Card. Carlo e Mons. Lorenzo Perosi, “il genio della musica sacra”.

Altare del Crocifisso: è l’ultimo a sinistra entrando. Davanti ad esso è al vicino quadro della Madonna del Buon Consiglio, il chierico Luigi Orione, nella quaresima del 1892, essendo “custode” in Cattedrale, per pagarsi la retta in Seminario – raccolse i primi fanciulli dell’Oratorio Festivo che fu culla e inizio della sua futura Istituzione.

Ritornando sulla via Emilia e proseguendo, si trova sulla sinistra la via del Seminario con l’edificio omonimo. Nella Cappella del Seminario Don Luigi Orione ricevette il 15 ottobre 1889, l’abito ecclesiastico dalle mani del Rettore Mons. Ambrogio Daffra, poi Vescovo di Ventimiglia e suo benefattore. In questa Cappella è venerata una bellissima statua dell’Immacolata. Davanti a questa immagine il chierico Orione si plasmò alla pietà e allo zelo apostolico, durante gli anni di filosofia e di teologia.

Tornando su via Emilia e attraversandola, in continuazione di via Seminario. Si trova Piazza Lugano e via Verdi – in tutto un centinaio di metri – da cui ci si immette in via Giulia. Verso sinistra, si presentano due chiese: la prima a destra, è la parrocchiale S. Maria Canale o dei Canali, la più antica chiesa della città; la seconda è la Chiesa del Crocifisso, ora trasformata in sala parrocchiale. In questa piazzetta il chierico Luigi orione conduceva dal Duomo i giovinetti dell’Oratorio per le ricreazioni e davanti all’immagine del Crocifisso (l’originale è ora custodito nel Santuario della Madonna della Guardia in San Bernardino), il venerdì santo  del 1892, consacrò la prima schiera di essi, il nucleo da cui nacque la Piccola Opera della Divina provvidenza.

Proseguendo per via Giulia, pochi metri oltre la chiesa del Crocifisso, sulla destra, si apre il portale d’ingresso del Collegio Dante Alighieri. L’edificio – già storico palazzo Busseti – ampiamente rimodernato per esigenze scolastiche ed educative, offerto a Don orione nel 1920, nel 25° della sua Ordinazione sacerdotale e primo giubileo della sua Opera, venne da lui aperto nel 1921. La parte che fronteggia via Giulia è ben conservata e ricca di memorie storiche. Costeggiando il Collegio la strada sale verso il Colle Savo o del castello: qui sorgevano l’antica Cattedrale e le fortificazioni della città che resistettero al Barbarossa e che furono smantellate nel sec. XVII dalle soldatesche di Carlo V e dai fulmini.

A ricordo di quelle epoche eroiche della gente tortonese, resta la Torre del Castello (in realtà, la torre campanaria della chiesa del forte) del secoloXVII, con rovine di fortificazioni medievali: di qui si spazia per largo orizzonte sulla pianura padana verso Milano, Genova, Alessandria, piacenza, con lo sfondo, nei giorni sereni, delle Alpi.

Sul fianco, a mezzogiorno, in via Amendola, occhieggia tra il verde la Villa Charitas. Già Villa Torriglia, fu inaugurata personalmente da Don Orione nel luglio 1933 e affidata alle sue religiose, le Piccole Suore Missionarie della Carità; ora è Monastero delle Suore Contemplative di Gesù Crocifisso.

Ritornati sulla via emilia, e proseguendo verso Voghera – Piacenza, appena fuori Tortona, sulla destra è ben visibile tra il verde e i campi alberati la casa del signor Padevilla adibita prima a Piccolo Cottolengo, inaugurato nel 1941 dal successore di Don Orione, Don Carlo Sterpi per i bimbi disabili qui rifugiati da Genova durante la guerra ed ora sede delle Suore Adoratrici non vedenti.

Allegati:
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